Emozioni inconsce: il vero motore delle scelte alimentari.
- Angelo Demo
- 17 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Mangiamo anche con gli occhi, perché l’aspetto del cibo conta più di quanto pensiamo.
Prima ancora di assaggiare un piatto, lo abbiamo già deciso.
Lo osserviamo, lo esploriamo con lo sguardo, ne anticipiamo il profumo e il sapore. In pochi istanti, il nostro cervello costruisce un’aspettativa emotiva che influenzerà profondamente l’esperienza successiva. Un recente studio scientifico lo conferma con chiarezza: la presentazione visiva del cibo non è un dettaglio estetico, ma un vero e proprio attivatore emotivo.
Per questo Cena conSenso, vi offre un’esperienza davvero unica, ma guardiamo ora come funziona questo nostra interazione e cosa succede nel nostro cervello quando guardiamo un hamburger.
Ne parliamo perché è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cogent Food & AgriCulture, pochissime settimane fa una ricerca molto importante realizzata in sinergia dalla Slovak University of Agriculture e diretta dal ricercatore slovacco Jakub Berčík.
La ricerca ha analizzato come diverse presentazioni visive dello stesso alimento, in questo caso hamburger, influenzino l’appetito, l’attenzione e le emozioni. Per farlo, gli studiosi non si sono affidati solo a ciò che le persone dichiarano, ma hanno osservato le reazioni inconsce, quelle che avvengono prima ancora che possiamo razionalizzarle.

Attraverso tecniche di neuromarketing come il tracciamento dello sguardo, l’analisi delle espressioni facciali e la registrazione dell’attività cerebrale, è stato possibile capire come il cervello e il corpo reagiscono automaticamente alla vista del cibo.
Il risultato è chiaro: non guardiamo il cibo in modo neutro. Il nostro sistema percettivo ed emotivo entra subito in azione.

Quando il design del cibo fa la differenza
Lo studio ha confrontato diverse versioni di hamburger, simili negli ingredienti ma differenti nella presentazione. In particolare, una versione in cui le verdure erano più visibili, colorate e protagoniste ha suscitato reazioni emotive più intense e positive rispetto alle altre.
Questo tipo di presentazione:
• cattura maggiormente l’attenzione visiva
• genera un coinvolgimento emotivo più profondo
• stimola curiosità e Interesse
• trasmette una sensazione di equilibrio e piacevolezza
Il cervello interpreta la varietà di colori e la chiarezza visiva come segnali di freschezza, qualità e desiderabilità.
Ancora prima di assaggiare, l’esperienza è già iniziata.
Un aspetto interessante emerso dalla ricerca è che guardare più a lungo un cibo non equivale necessariamente a provarne piacere. Alcune presentazioni attirano lo sguardo, ma non attivano emozioni positive altrettanto forti.
Questo ci dice che l’attenzione visiva è solo il primo passo. È la qualità estetica dell'immagine, la sua armonia e il modo in cui comunica “buon cibo”, a determinare la risposta emotiva profonda.

Emozioni inconsce: il vero motore delle scelte alimentari
Le reazioni più significative non sono state solo dichiarate a parole, ma osservate a livello implicito: micro-espressioni del volto, variazioni emotive automatiche, stati di coinvolgimento e rilassamento.
La presentazione visiva del cibo influenza le nostre emozioni anche quando non ne siamo consapevoli. E queste emozioni, silenziosamente, guidano le nostre preferenze, le aspettative sul gusto e perfino il ricordo dell’esperienza.
Immaginiamo una persona seduta al tavolo di un ristorante. Arriva il piatto. Prima ancora di toccarlo, gli occhi scorrono sui colori, sulle forme, sui contrasti. Le verdure fresche emergono, il piatto appare vivo, equilibrato, invitante. In quel momento, qualcosa cambia: cresce l’attesa, aumenta il desiderio, si attiva una predisposizione positiva.
Quando finalmente assaggia, il cervello è già pronto a confermare ciò che si aspetta.
Il sapore sembra più intenso, l’aroma più piacevole, l’esperienza più soddisfacente. Non perché il cibo sia oggettivamente diverso, ma perché l’esperienza è stata preparata visivamente.
Questa ricerca ci ricorda che progettare un piatto significa progettare un’esperienza. La disposizione degli ingredienti, il colore, la visibilità degli elementi naturali non sono scelte casuali, ma strumenti potenti per comunicare valore, qualità ed emozione.
In un mondo in cui mangiamo sempre più spesso anche attraverso immagini, menu digitali, social, delivery, il design visivo del cibo diventa parte integrante del prodotto stesso.
Mangiamo con la bocca, certo. Ma prima ancora mangiamo con gli occhi, con il cervello e con le emozioni e la scienza ci mostra che un cibo ben presentato non è solo più bello da vedere, ma anche più desiderabile, coinvolgente e memorabile. Anche, e soprattutto, prima del primo morso. Proprio comprendendo l’importanza della vista nella percezione sensoriale ed emotiva del cibo che possiamo comprendere anche il valore del nostro progetto cena con senso.
Questa ricerca ci ricorda che progettare un piatto significa progettare un’esperienza.
Ed è esattamente ciò che fa Cena ConSenso: non scegliamo solo cosa portare in tavola, ma che tipo di relazione attivare tra cibo, persone ed emozioni. Colori, forme, disposizione degli ingredienti e presenza di elementi naturali diventano strumenti per comunicare cura, valore e autenticità.
In un mondo in cui il cibo viene spesso scelto prima con gli occhi che con il palato, il design visivo diventa parte integrante del cibo stesso. Mangiamo con la bocca, certo, ma prima ancora con il cervello e con le emozioni.
Cena ConSenso, però, fa un passo in più: a volte rispetta queste percezioni, altre volte le stravolge volutamente.
Cambia le aspettative, rompe gli schemi visivi e sensoriali, spiazza con scelte non convenzionali per invitare a sentire in modo nuovo, più attento, più profondo.
Perché solo uscendo dall’automatismo possiamo davvero accorgerci di ciò che stiamo vivendo.
E spesso, la vera esperienza comincia proprio prima del primo morso.
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Hai mai desiderato offrire ai tuoi clienti un viaggio senza lasciare il tavolo?

Scopri come funziona Cena conSenso!
Citazione bibliografica:
Berčík J., et al. 2025. Visual presentation of food can influence appetite and emotions. Cogent Food & AgriCulture. Vol 11(1): 1-24.



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